Come regolare il pressostato: guida completa e semplice alla molla grande, molla piccola, pressione di attacco e stacco | Isofili Soc. Coop.

Come regolare il pressostato: guida completa e semplice alla molla grande, molla piccola, pressione di attacco e stacco

Come regolare il pressostato: guida completa e semplice alla molla grande, molla piccola, pressione di attacco e stacco

Come si regola un pressostato? A cosa serve la molla grande del pressostato? E la molla piccola? Quale delle due bisogna avvitare per aumentare la pressione? Come si modifica la pressione alla quale parte la pompa? E come si stabilisce invece la pressione alla quale deve fermarsi?

Se hai davanti un pressostato meccanico e ti stai facendo queste domande, sei nel posto giusto.

In questa guida cercheremo di spiegare il funzionamento e la regolazione del pressostato nella maniera più semplice possibile, partendo da zero e utilizzando esempi pratici.

L'obiettivo non è soltanto dirti quale dado girare. Vogliamo soprattutto farti capire che cosa succede all'interno del pressostato quando intervieni sulla molla grande o sulla molla piccola.

Una volta compreso il principio, concetti come pressione di attacco, pressione di stacco e differenziale diventano molto più semplici.

ATTENZIONE: un pressostato elettromeccanico può contenere contatti e morsetti alimentati dalla rete elettrica. Prima di rimuovere il coperchio o effettuare qualsiasi intervento è indispensabile togliere l'alimentazione elettrica e verificare che non sia presente tensione. Se non hai esperienza con impianti elettrici e idraulici, rivolgiti a un tecnico qualificato.

 

Che cos'è un pressostato?

Partiamo dalla domanda più semplice.

Il pressostato è un dispositivo che permette di comandare automaticamente il funzionamento di una pompa in funzione della pressione presente nell'impianto.

In termini molto semplici:

  • quando la pressione scende sotto un determinato valore, il pressostato fa partire la pompa;
  • quando la pressione raggiunge un determinato valore superiore, il pressostato ferma la pompa.

Non dobbiamo quindi pensare al pressostato come a qualcosa di particolarmente misterioso.

Possiamo immaginarlo come un interruttore automatico comandato dalla pressione dell'acqua.

La differenza rispetto a un normale interruttore è che non siamo noi ad accendere e spegnere manualmente la pompa: è la pressione dell'impianto a determinare quando deve avviarsi e quando deve arrestarsi.

 

Schema utilizzo di un pressostato

 

 

Dove viene utilizzato il pressostato?

Il pressostato meccanico viene utilizzato in moltissimi impianti idraulici e sistemi di pompaggio.

Lo possiamo trovare, per esempio, negli:

  • impianti autoclave;
  • impianti domestici di pressurizzazione;
  • sistemi alimentati da serbatoi;
  • impianti con elettropompe;
  • impianti di irrigazione;
  • sistemi con vaso di espansione;
  • gruppi di pressurizzazione;
  • piccoli impianti agricoli;
  • sistemi per l'approvvigionamento idrico.

Il principio generale rimane sempre lo stesso: controllare la pompa attraverso la pressione dell'impianto.

 

I tre concetti da conoscere prima di toccare il pressostato

Prima di parlare della molla grande e della molla piccola dobbiamo conoscere tre termini fondamentali:

  • pressione di attacco;
  • pressione di stacco;
  • differenziale.

Se comprendiamo questi tre valori, abbiamo già fatto gran parte del lavoro.

 

Che cos'è la pressione di attacco?

La pressione di attacco, chiamata anche pressione di inserzione o cut-in pressure, è la pressione alla quale il pressostato comanda l'avviamento della pompa.

Facciamo un esempio.

Supponiamo che il nostro pressostato sia regolato per fare partire la pompa a:

2 bar.

Apriamo un rubinetto.

L'acqua viene utilizzata e la pressione dell'impianto comincia progressivamente a diminuire.

Il manometro potrebbe indicarci:

3 bar...

2,8 bar...

2,5 bar...

2,2 bar...

2 bar.

Quando la pressione arriva al valore impostato di 2 bar, il pressostato chiude il circuito previsto dal sistema e la pompa parte.

Quei 2 bar rappresentano quindi la nostra pressione di attacco.

 

Che cos'è la pressione di stacco?

Una volta avviata, la pompa immette acqua nell'impianto e la pressione comincia ad aumentare.

Immaginiamo di osservare nuovamente il manometro:

2,5 bar...

3 bar...

3,5 bar...

4 bar.

Supponiamo che il pressostato sia regolato per interrompere il funzionamento della pompa a 4 bar.

Quando raggiungiamo quel valore, il pressostato apre il contatto e la pompa si ferma.

I 4 bar rappresentano quindi la pressione di stacco, chiamata anche pressione di disinserzione o cut-out pressure.

 

Che cos'è il differenziale del pressostato?

Arriviamo adesso al concetto che spesso genera maggiore confusione: il differenziale del pressostato.

Il differenziale è semplicemente la differenza tra la pressione di stacco e la pressione di attacco.

Possiamo scriverlo in maniera semplicissima:

Differenziale = pressione di stacco - pressione di attacco

Nel nostro esempio:

Attacco = 2 bar

Stacco = 4 bar

Quindi:

4 - 2 = 2 bar

Il differenziale è quindi di 2 bar.

 

Perché il differenziale è necessario?

A questo punto qualcuno potrebbe chiedersi: perché la pompa non dovrebbe partire e fermarsi praticamente alla stessa pressione?

Perché avremmo un sistema estremamente instabile.

Se il punto di accensione e quello di spegnimento fossero troppo ravvicinati, anche piccole variazioni di pressione potrebbero provocare continui cicli di avviamento e arresto.

Il differenziale crea quindi una fascia di funzionamento.

La pompa parte al valore inferiore e continua a lavorare fino al raggiungimento del valore superiore.

È proprio questa fascia che dobbiamo comprendere quando regoliamo il pressostato.

 

Molla grande e molla piccola: ecco dove nasce la confusione

Rimuovendo il coperchio di molti comuni pressostati meccanici troviamo due sistemi di regolazione.

Generalmente sono facilmente riconoscibili perché abbiamo:

  • una molla grande;
  • una molla più piccola.

Ed è proprio qui che nasce uno degli errori più comuni.

Si sente spesso dire:

"La molla grande regola la partenza e la molla piccola regola lo spegnimento."

È una frase facile da ricordare, ma presa alla lettera può essere fuorviante.

 

Il dettaglio tecnico più importante di tutta la guida

Questo passaggio merita particolare attenzione.

Dire semplicemente che "la molla grande regola la partenza e la molla piccola lo spegnimento" è una semplificazione che non descrive correttamente il comportamento generale dei comuni pressostati meccanici.

Un modo molto più utile per ricordare il principio è questo:

MOLLA GRANDE = REGOLAZIONE PRINCIPALE DEL CAMPO DI PRESSIONE

MOLLA PICCOLA = REGOLAZIONE DEL DIFFERENZIALE

Questa distinzione ci permette di capire veramente quello che stiamo facendo.

Va però aggiunta un'altra precisazione fondamentale: non tutti i pressostati sono costruiti nello stesso modo.

Esistono modelli nei quali il comportamento delle regolazioni può essere differente. Per questo motivo, prima di intervenire, è sempre consigliabile consultare le istruzioni tecniche del produttore relative allo specifico modello installato.

 

A cosa serve la molla grande del pressostato?

Nei comuni pressostati meccanici, la molla grande costituisce la regolazione principale.

Agendo sulla sua tensione possiamo spostare il campo di funzionamento del pressostato.

In termini pratici, sui modelli più comuni:

  • avvitando la regolazione della molla grande aumentiamo la pressione;
  • svitando la regolazione della molla grande diminuiamo la pressione.

Un modo semplicissimo per ricordarlo è:

AVVITO = SALGO

SVITO = SCENDO

Ma attenzione ancora una volta al concetto.

Non dobbiamo pensare alla molla grande esclusivamente come alla "vite della partenza".

Modificando la regolazione principale, nei pressostati più comuni viene spostato il campo di lavoro e vengono quindi influenzati i valori di attacco e di stacco.

 

Esempio pratico della regolazione della molla grande

Immaginiamo, sempre a titolo puramente didattico, un pressostato che lavora tra:

2 bar di attacco

e

4 bar di stacco.

Abbiamo quindi un differenziale di 2 bar.

Se interveniamo sulla regolazione principale aumentando la tensione della molla grande, il campo di lavoro tenderà a spostarsi verso pressioni superiori.

Non bisogna però utilizzare questo esempio per concludere che ogni determinato numero di giri corrisponda sempre a uno specifico numero di bar.

Non esiste una regola universale valida per tutti i pressostati.

Modello, costruzione, taratura e caratteristiche del dispositivo possono cambiare.

Per questo il riferimento fondamentale durante una regolazione reale rimane il manometro dell'impianto.

 

A cosa serve la molla piccola del pressostato?

Passiamo alla molla piccola.

Nei comuni pressostati meccanici questa regolazione interviene principalmente sul differenziale.

Ricordiamo ancora una volta cosa significa differenziale:

pressione di stacco - pressione di attacco = differenziale.

Se abbiamo:

attacco a 2 bar

e

stacco a 4 bar

abbiamo:

2 bar di differenziale.

In molti pressostati:

  • avvitando la molla piccola aumentiamo il differenziale;
  • svitando la molla piccola diminuiamo il differenziale.

Quindi possiamo memorizzare:

MOLLA PICCOLA = DISTANZA TRA ATTACCO E STACCO.

 

Perché la molla piccola viene spesso chiamata erroneamente "regolazione dello stacco"?

Il motivo è abbastanza intuitivo.

Su numerosi modelli, una volta stabilito il punto di attacco attraverso la regolazione principale, aumentando il differenziale viene innalzato il valore superiore al quale avviene lo stacco.

Osservando soltanto il risultato, quindi, può sembrare che la molla piccola sia semplicemente la regolazione della pressione massima.

Ma per comprendere il principio è più corretto ragionare in termini di differenziale.

In altre parole:

non pensare:

"molla piccola = spegnimento"

ma pensa:

"molla piccola = differenza tra accensione e spegnimento".

 

Un esempio semplicissimo: attacco 2 bar e stacco 4 bar

Riprendiamo il nostro esempio perché è il modo migliore per fissare il concetto.

Abbiamo un impianto nel quale:

  • la pompa parte a 2 bar;
  • la pompa si ferma a 4 bar.

Il differenziale è:

4 - 2 = 2 bar.

Quando utilizziamo acqua, la pressione scende.

A 2 bar il pressostato comanda l'avvio.

La pompa aumenta la pressione dell'impianto.

A 4 bar il pressostato comanda l'arresto.

Il ciclo ricomincia quando il consumo d'acqua fa nuovamente scendere la pressione fino al valore di attacco.

Questo è, in estrema sintesi, il funzionamento di base di un normale sistema pressostato-pompa.

 

Come regolare il pressostato nella pratica

Arriviamo alla domanda principale:

come si effettua la regolazione?

La prima regola è probabilmente la più importante:

non effettuare grandi regolazioni tutte insieme.

Girare un dado di diversi giri senza controllare il comportamento dell'impianto significa perdere rapidamente il riferimento della taratura precedente.

È molto più prudente procedere attraverso piccoli aggiustamenti, verificando dopo ogni modifica il comportamento reale dell'impianto.


1. Osserva la regolazione iniziale

Prima di modificare qualsiasi cosa è utile capire come sta lavorando attualmente l'impianto.

Osserva il manometro e annota:

  • la pressione alla quale la pompa parte;
  • la pressione alla quale la pompa si ferma.

Supponiamo di rilevare:

partenza: 1,8 bar

arresto: 3,2 bar.

Il differenziale attuale sarà:

3,2 - 1,8 = 1,4 bar.

Adesso abbiamo un punto di partenza.


2. Togli sempre l'alimentazione prima di intervenire

Questa parte non deve essere sottovalutata.

All'interno del pressostato possono essere presenti morsetti elettrici e parti in tensione.

Prima di rimuovere il coperchio e soprattutto prima di avvicinare utensili alle regolazioni, occorre disalimentare correttamente l'impianto.

Non è sufficiente presumere che la pompa sia spenta: bisogna assicurarsi che il circuito non sia alimentato.


3. Individua la molla grande

Nei modelli tradizionali è generalmente molto evidente.

È la molla di dimensioni maggiori e presenta un dado di regolazione.

Questa è normalmente la regolazione principale del campo di pressione.


4. Individua la molla piccola

Accanto alla principale troviamo generalmente una seconda molla, di dimensioni inferiori.

Questa viene utilizzata, nei modelli più comuni, per modificare il differenziale.


5. Effettua una regolazione minima

Se devi modificare la taratura, procedi con incrementi molto piccoli.

Come criterio prudenziale e didattico si può partire, per esempio, con circa un quarto di giro, per poi verificare il risultato.

Non bisogna però considerare il quarto di giro come una misura universale di pressione.

Un quarto di giro non significa necessariamente 0,1 bar, 0,2 bar o qualsiasi altro valore prestabilito.

Significa semplicemente: fai una piccola variazione e misura il risultato.


6. Richiudi e prova l'impianto

Dopo la regolazione, metti il sistema nelle condizioni di funzionare in sicurezza e osserva nuovamente il manometro.

Fai scendere la pressione utilizzando acqua e controlla:

a quale pressione parte la pompa?

Poi lascia aumentare la pressione e controlla:

a quale pressione si ferma?

Annota nuovamente entrambi i valori.


7. Calcola il nuovo differenziale

È semplicissimo.

Se, per esempio, dopo la regolazione ottieni:

attacco = 2,2 bar

stacco = 4 bar

il differenziale sarà:

4 - 2,2 = 1,8 bar.

In questo modo non stai procedendo "a sensazione": stai osservando il comportamento effettivo del sistema.

 

La regola d'oro: REGOLA, PROVA, CONTROLLA

Se dovessimo riassumere tutta questa guida in tre parole sarebbero:

REGOLA.

PROVA.

CONTROLLA.

Fai una piccola modifica.

Prova l'impianto.

Controlla attacco e stacco sul manometro.

Solo dopo decidi se effettuare un'ulteriore correzione.

È un metodo molto più razionale rispetto a modificare contemporaneamente entrambe le molle senza sapere quale delle due abbia prodotto il risultato osservato.

 

Perché il manometro è indispensabile?

Regolare un pressostato senza un manometro affidabile significa praticamente lavorare alla cieca.

Il manometro ci permette di conoscere esattamente:

  • la pressione di attacco;
  • la pressione di stacco;
  • il differenziale reale;
  • le variazioni prodotte dalle regolazioni.

Non affidarti quindi soltanto alla posizione dei dadi o al numero di giri effettuati.

Il dato che conta è la pressione effettivamente rilevata nell'impianto.

 

Attenzione alla pressione massima della pompa

Questo è un altro punto fondamentale.

Non possiamo aumentare arbitrariamente la pressione di stacco pensando che "più pressione è sempre meglio".

Ogni elettropompa possiede una propria curva caratteristica e una determinata prevalenza.

Se impostiamo il pressostato per arrestare la pompa a una pressione che la pompa stessa non è in grado di raggiungere nelle reali condizioni di funzionamento, possiamo creare una situazione molto problematica.

La pompa potrebbe continuare a lavorare tentando di raggiungere una pressione che non raggiungerà mai.

Il pressostato, non vedendo raggiunto il valore di stacco, non impartirà il comando di arresto.

Per questo la regolazione deve sempre essere compatibile con:

  • caratteristiche della pompa;
  • prevalenza disponibile;
  • pressione massima dei componenti;
  • tubazioni;
  • raccordi;
  • vaso di espansione;
  • esigenze effettive dell'impianto.

 

Pressostato e vaso di espansione: perché lavorano insieme?

In un classico gruppo autoclave il pressostato non deve essere considerato isolatamente.

Il comportamento del sistema dipende anche dal vaso di espansione e dalla sua precarica.

Un vaso con precarica errata, membrana deteriorata o volume insufficiente può provocare comportamenti che erroneamente vengono attribuiti al pressostato.

Un esempio tipico è la pompa che effettua avviamenti e arresti troppo frequenti.

Prima di continuare a modificare la taratura del pressostato è quindi opportuno verificare che il resto dell'impianto sia correttamente dimensionato e funzionante.

 

La pompa parte e si ferma continuamente: è colpa del pressostato?

Non necessariamente.

I cicli troppo frequenti possono dipendere da diverse cause.

Tra queste possono esserci:

  • vaso di espansione scarico;
  • membrana del vaso danneggiata;
  • vaso troppo piccolo rispetto all'impianto;
  • differenziale non adeguato;
  • perdite nell'impianto;
  • valvola di ritegno non efficiente;
  • problemi al pressostato;
  • passaggio idraulico del pressostato ostruito;
  • manometro non preciso.

Per questo motivo non bisogna utilizzare le due molle come soluzione universale a qualsiasi problema.

 

La pompa non si spegne: devo svitare la molla?

Se una pompa continua a funzionare senza raggiungere lo stacco, prima di modificare il pressostato bisogna capire perché.

Tra le possibili spiegazioni troviamo:

  • pressione di stacco impostata troppo alta;
  • pompa incapace di raggiungere la pressione richiesta;
  • perdita importante nell'impianto;
  • problema di aspirazione;
  • usura della pompa;
  • filtro ostruito;
  • valvola difettosa;
  • pressostato guasto o ostruito;
  • manometro non funzionante correttamente.

Abbassare semplicemente la regolazione potrebbe mascherare il problema senza risolverne la causa.

 

Posso aumentare la pressione semplicemente avvitando la molla grande?

Dal punto di vista della regolazione del pressostato, sui comuni modelli meccanici avvitare la molla grande tende ad aumentare la pressione di intervento.

Ma questo non significa che possiamo continuare ad avvitare senza limiti.

Il pressostato non crea pressione.

La pressione viene generata dalla pompa.

Il pressostato decide soltanto a quali valori comandarne l'accensione e lo spegnimento.

Questa distinzione è importantissima.

Se una pompa è fisicamente in grado di raggiungere al massimo una determinata pressione nelle condizioni dell'impianto, nessuna regolazione del pressostato potrà magicamente farle produrre una pressione superiore alle sue capacità.

 

Errore numero 1: girare entrambe le molle contemporaneamente

È probabilmente il sistema più veloce per non capire più nulla della regolazione iniziale.

Se modifichiamo contemporaneamente la molla grande e quella piccola e poi osserviamo valori differenti, diventa difficile capire quale regolazione abbia prodotto quale effetto.

Meglio modificare una regolazione alla volta, effettuare un ciclo completo e misurare.

 

Errore numero 2: contare i giri senza guardare il manometro

"Ho fatto due giri, quindi ho aumentato di un bar."

Non necessariamente.

Il rapporto tra rotazione del dado e variazione della pressione dipende dal modello e dalle caratteristiche del pressostato.

Il manometro rimane il riferimento.

 

Errore numero 3: confondere pressione e portata

Pressione e portata sono due grandezze differenti.

Aumentare la taratura del pressostato non significa automaticamente ottenere la portata desiderata.

Il comportamento reale dell'impianto dipende dalla curva della pompa, dalle perdite di carico, dai diametri delle tubazioni, dal dislivello e dalla richiesta delle utenze.

 

Errore numero 4: aumentare troppo la pressione di stacco

È uno degli errori potenzialmente più problematici.

Se chiediamo alla pompa una pressione superiore a quella raggiungibile, rischiamo che il valore di stacco non venga mai raggiunto.

Per questo bisogna sempre conoscere le caratteristiche dell'elettropompa.

 

Errore numero 5: dimenticare il vaso di espansione

La corretta regolazione di un gruppo autoclave non dipende esclusivamente dal pressostato.

Il vaso di espansione è parte integrante del sistema.

La sua precarica deve essere verificata secondo le indicazioni del produttore del vaso e in relazione alla pressione di attacco scelta.

 

Errore numero 6: lavorare sul pressostato sotto tensione

Questo non è semplicemente un errore di regolazione.

È un problema di sicurezza.

Sotto il coperchio del pressostato possono trovarsi collegamenti elettrici alimentati.

Prima di intervenire occorre togliere tensione.

Se non sai come verificare in sicurezza l'assenza di tensione, non effettuare l'intervento autonomamente.

 

Come ricordare facilmente molla grande e molla piccola

Ecco il nostro promemoria.

MOLLA GRANDE

Regolazione principale.

Nei comuni pressostati meccanici sposta il campo delle pressioni.

Avvito → pressione più alta.

Svito → pressione più bassa.

MOLLA PICCOLA

Regolazione del differenziale.

Interviene principalmente sulla distanza tra pressione di attacco e pressione di stacco.

Avvito → differenziale maggiore.

Svito → differenziale minore.

Ricordando queste due regole diventa molto più semplice comprendere il comportamento del pressostato.

 

Attacco, stacco e differenziale: tabella mentale semplicissima

ATTACCO = pressione alla quale la pompa PARTE.

STACCO = pressione alla quale la pompa SI FERMA.

DIFFERENZIALE = STACCO - ATTACCO.

Esempio:

Attacco = 2 bar

Stacco = 4 bar

Differenziale = 2 bar

 

Devo modificare sempre entrambe le molle?

No.

Anzi, modificare entrambe le regolazioni senza un motivo preciso è generalmente controproducente.

Se l'intervallo tra attacco e stacco è già corretto e vogliamo soltanto spostare il campo di lavoro, potrebbe essere sufficiente intervenire sulla regolazione principale.

Se invece dobbiamo modificare specificamente la distanza tra attacco e stacco, entrerà in gioco la regolazione del differenziale.

Il comportamento specifico deve comunque essere verificato sul manuale del pressostato utilizzato.

 

Quando conviene sostituire il pressostato?

Non sempre un pressostato vecchio o malfunzionante deve essere continuamente regolato.

In alcuni casi può essere più sensato sostituirlo.

Una sostituzione può essere valutata quando:

  • i contatti sono fortemente usurati;
  • il meccanismo non interviene in maniera regolare;
  • la taratura diventa instabile;
  • il pressostato presenta segni evidenti di deterioramento;
  • il passaggio di pressione è gravemente compromesso;
  • il dispositivo non è più adeguato alle caratteristiche dell'impianto.

 

Vuoi acquistare un pressostato o un kit completo?

Se devi realizzare un nuovo impianto oppure hai stabilito che il vecchio pressostato deve essere sostituito, puoi valutare l'acquisto di un pressostato o di un kit per pompa/autoclave.

Puoi vedere pressostati e kit disponibili cliccando sul link seguente:

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Prima dell'acquisto verifica sempre che il prodotto scelto sia compatibile con la tua applicazione, considerando campo di pressione, collegamento idraulico, caratteristiche elettriche, potenza comandabile e specifiche della pompa.

 

Pressostato singolo o kit completo?

La scelta dipende da ciò che devi realizzare.

Se stai semplicemente sostituendo un pressostato compatibile con quello esistente, potrebbe essere sufficiente acquistare il singolo componente.

Se invece devi realizzare o rinnovare il gruppo di comando della pompa, un kit può risultare più pratico perché può comprendere diversi elementi necessari all'installazione.

Anche in questo caso non bisogna scegliere esclusivamente in base al prezzo.

È fondamentale verificare la compatibilità tecnica dei componenti con l'impianto.

 

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Domande frequenti sulla regolazione del pressostato

Quale molla devo avvitare per aumentare la pressione?

Nei comuni pressostati meccanici la molla grande rappresenta la regolazione principale. Aumentandone la tensione si tende a spostare verso l'alto il campo di pressione. È comunque necessario verificare il manuale dello specifico modello.

La molla piccola regola lo spegnimento della pompa?

È più corretto dire che la molla piccola regola principalmente il differenziale, cioè la differenza tra pressione di attacco e pressione di stacco. Su molti modelli questo si traduce in una variazione del punto superiore di stacco, ma definirla semplicemente "vite dello spegnimento" può essere fuorviante.

Che cosa significa pressione di attacco?

È la pressione alla quale il pressostato fa ripartire la pompa.

Che cosa significa pressione di stacco?

È la pressione alla quale il pressostato arresta la pompa.

Come si calcola il differenziale?

Si sottrae la pressione di attacco dalla pressione di stacco.

Per esempio:

4 bar - 2 bar = 2 bar di differenziale.

Avvitando la molla grande aumenta la pressione?

Generalmente sì, nei comuni pressostati meccanici. Aumentando la tensione della molla principale si aumenta la pressione di intervento. Il comportamento preciso e la variazione per ogni giro dipendono però dal modello.

Avvitando la molla piccola cosa succede?

Generalmente aumenta il differenziale tra attacco e stacco. È sempre opportuno controllare le indicazioni del produttore.

Quanti giri devo fare?

Non esiste un numero universale.

Il metodo migliore consiste nell'effettuare piccole regolazioni, controllando ogni volta sul manometro la nuova pressione di attacco e quella di stacco.

Posso regolare il pressostato senza manometro?

È fortemente sconsigliato. Senza conoscere le pressioni effettive non hai un riferimento affidabile per valutare la taratura.

Perché la pompa non raggiunge la pressione di stacco?

Le cause possono essere molteplici: taratura troppo alta, pompa non adeguata, problemi di aspirazione, perdite, usura, ostruzioni o altri problemi dell'impianto. Non bisogna automaticamente attribuire il problema al pressostato.

Posso aumentare quanto voglio la pressione?

No. La regolazione deve rimanere entro i limiti del pressostato, della pompa, del vaso, delle tubazioni e degli altri componenti dell'impianto.

Perché la pompa attacca e stacca molto velocemente?

Potrebbero esserci problemi legati al vaso di espansione, alla sua precarica, al differenziale, alle dimensioni del vaso oppure ad altre anomalie dell'impianto.

Il pressostato aumenta la pressione della pompa?

No.

Questo concetto è fondamentale.

Il pressostato non genera pressione.

La pressione viene generata dalla pompa. Il pressostato stabilisce quando la pompa deve partire e quando deve fermarsi.

 

Regolare il pressostato diventa facile quando ne capiamo il principio

La regolazione di un pressostato può sembrare complicata quando osserviamo per la prima volta quelle due molle sotto il coperchio.

In realtà, una volta compresi pochi concetti fondamentali, tutto diventa molto più intuitivo.

Ricordiamo ancora una volta:

  • pressione di attacco = la pompa parte;
  • pressione di stacco = la pompa si ferma;
  • differenziale = differenza tra stacco e attacco;
  • molla grande = regolazione principale del campo di pressione nei comuni pressostati;
  • molla piccola = regolazione principalmente dedicata al differenziale.

E soprattutto ricordiamo che la frase:

"la molla grande regola la partenza e la molla piccola lo spegnimento"

è una semplificazione che può risultare fuorviante.

È molto meglio capire che la regolazione principale sposta il campo di lavoro mentre la seconda regolazione interviene sul differenziale, fermo restando che bisogna sempre verificare il funzionamento previsto dal produttore dello specifico pressostato.

Infine, quando effettui una regolazione, ricordati sempre il metodo:

REGOLA POCO.

PROVA L'IMPIANTO.

CONTROLLA IL MANOMETRO.

ANNOTATI ATTACCO E STACCO.

E SOLO DOPO EFFETTUA UN'ALTRA REGOLAZIONE.

In questo modo non andrai alla cieca e avrai sempre sotto controllo ciò che sta realmente accadendo.

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Se hai bisogno di sostituire il tuo pressostato o stai realizzando un nuovo gruppo per la tua elettropompa, puoi consultare le soluzioni disponibili al link seguente:

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Controlla sempre attentamente le caratteristiche tecniche e la compatibilità con la tua pompa e con il tuo impianto prima dell'acquisto e dell'installazione.

 

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